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martedì 9 aprile 2013

Carpe diem?!

Quant'è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Quest'è Bacco e Arianna,
belli, e l'un dell'altro ardenti:
perchè 'l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.[...]

é un brano tratto dal più famoso dei Canti Carnevaleschi (canzoni a ballo composte per allietare le feste di Carnevale) di Lorenzo De Medici ed è un coro libero e festante quasi la voce di un’epoca ,espressione di motivi comuni e diffusi nella società del suo tempo. Questo componimento, scritto in occasione del Carnevale del 1490, descrive il trionfo di un carro mascherato, quello di Bacco, accompagnato dal suo seguito: Arianna, ninfe e satiri. Da un lato i motivi mitologici e classici : Bacco e Arianna innamorati l’uno dell’altro, i selvaggi satiretti che tendono agguati alle ninfe,Mida con la sua avidità e cupidigia, che sfilano in una bizzarra mascherata, dall’altro quel lieve rimpianto per la fuggevolezza della gioventù da cui deriva l’invito a godere di ogni ora che passa.
1. conversazione
Il messaggio di Lorenzo de'Medici è che dal momento che quello che deve accadere è inevitabile che accada bisogna cogliere e godere le gioie del presente, perchè solo il presente è dato all’uomo di conoscere. E' un tema che riconduce alla filosofia del Carpe diem di Orazio.
a) Siete d'accordo con questa filosofia di vita?
b) Vi è mai capitato di “cogliere l’attimo”, cioè di fare qualcosa senza pensare troppo alle conseguenze perché la ritenevate una cosa importante, perché avevate paura che non si ripresentasse l’occasione? È stata una cosa “coraggiosa”, che vi ha fatto crescere, o una cosa sciocca, poco cauta, che non rifaresti? Raccontate la vostra esperienza.
c) Secondo voi nella società moderna, anche a causa della crisi, è meglio vivere alla giornata o pensare sempre al proprio futuro?
2. "Vivo alla giornata" i giovani neet su MTV.
Gli ultimi dati statistici fotografano una realtà preoccupante: in Italia c'è un esercito di ragazzi che non hanno un presente e rischiano di non riuscire a costruirsi un futuro. (QUI l'articolo letto in classe).
Guardate il seguente video:



Cosa ne pensate?
Credete che le cause siano da ricercarsi nella crisi economica o ritenete che certe realtà dipendano anche da altri fattori?

3. per saperne di più...
sulla dicoccupazione dei giovani italiani cliccate QUI
sulla nuova riforma del lavoro e il precariato QUI

mercoledì 3 aprile 2013

La commedia umana di Boccaccio: il "Decameron"

« Comincia il libro chiamato Decameron, cognominato Prencipe Galeotto, nel quale si contengono cento novelle in dieci dì dette da sette donne e da tre giovani uomini. »
(G. Boccaccio, Decamerone, incipit proemio)
È considerata, nel contesto del Trecento europeo, una delle opere più importanti della letteratura, fondatrice della letteratura in prosa in volgare italiano. Ebbe larghissima influenza non solo nella letteratura italiana ed europea (si pensi solo alle Canterbury Tales di Geoffrey Chaucer), ma anche nelle lettere future, ispirando l'ideale di vita edonistica e dedicata al piacere ed al culto del viver sereno tipici della cultura umanista e rinascimentale.

1) Guardate questa video-lezione sulla struttra e i principali temi contenunti nel Decameron e prendete appunti sulle informazioni principali:



L'importanza del Decameron per la prosa italiana è accentuata dal fatto che, a differenza di quanto era accaduto nella poesia, la prosa trecentesca non era ancora stabilizzata in una tradizione salda.

Nella tradizione italiana la prosa di Boccaccio assunse una funzione egemonica specialmente quando, nel Cinquecento, teorici e grammatici la indicarono come modello di riferimento.
2) Dopo aver lavorato sulla struttura narrativa della novella della quinta giornata Federigo degli Alberighi procediamo, allora, ad un'analisi linguistica.
In coppia individuate i seguenti fenomeni linguistici caratteristici della prosa boccaccesca (da riga 90 a 130).
- inversione tra ausiliare e participio;
- apocopi, sincopi e aferesi;
- posizione dei pronomi atoni;
- verbo in posizione finale nella frase;
- relativi in posizione iniziale;
- dislocazione: inversione del regolare ordine delle parole;
- uso abbondante di gerundio e participio.

3) Qualche informazione in più...
Se volete approfondire la vostra conoscenza su Boccaccio e il Decameron cliccate qui.

4) Ricordate che abbiamo parlato del Decameron girato da Pier Paolo Pasolini nel 1970 ispirandosi alle novelle di Boccaccio? Per maggiori informazioni cliccate qui.


martedì 26 marzo 2013

Benigni legge Dante: l'attualità della Divina Commedia

Dal 2006 Roberto Benigni è impegnato come lettore, interprete a memoria e commentatore della Divina Commedia con uno spettacolo teatrale portato sulle scene di moltissime città europee e non solo e ricevendo moltissimi consensi di pubblico e critica.

1. L'anno scorso è intervenuto al Parlamento europeo a Bruxelles con una lectio dantis del XXVI canto dell'Inferno.
- Perchè secondo voi Benigni ha scelto proprio questo canto?
- Cosa accomuna Ulisse ai nostri rappresentanti politici?

2. Ascoltiamo la lettura di Benigni:


Ha concluso poi il suo intervento con un riferimento ad un forte tema di attualità:"Alla Grecia dobbiamo tanto, è arrivato il momento di ricompensare il suo popolo". Parlando di filosofia, "che abbiamo ricevuto tutto dall’antica Grecia", Benigni torna sull’attualità del piano di aiuti Ue ad Atene che in tanti in Europa stavano contestando. "Vorrei vedere ognuno di noi versare un euro al giorno per tutto quello che la civiltà greca ha significato per noi nel passato".

3. IN COPPIA rispondete oralmente alle seguenti domande:
1) Benigni dice che il mondo occidentale ha un debito con la Grecia, siete d’accordo?
2) Cosa sapete dell'attuale crisi economica in Grecia e di quello che sta accadendo a Cipro? (clicca QUI e QUI)
3) Quali sono le conseguenze della critica economica mondiale su chi si riflettono maggiormente?
4) Nella vita pratica in cosa è cambiata di più la vita?
5) Pensate che l’era consumistica stia finendo?
6) Quali sono le maggiori differenze nella vita pratica di una famiglia oggi e alcuni anni fa?
7) Pensate che la crisi economica abbia effetti più evidenti in Italia o negli Stati Uniti? Perchè?
8) Guardate questo video. com'è cambiata la vita degli italiani?
e per saperne di più sulla crisi economica in Italia ecco alcuni articoli (QUI, QUI, e QUI) 

4. PURGATORIO, VI
Leggendo il sesto canto del Purgatorio, il più politico dei canti della Commedia, per la Biennale della Democrazia a Torino, Benigni paragona la visione dantesca dell'Italia dell'epoca con i problemi dell'Italia attuale facendo riferimento alla corruzione e la disgregazione dei partiti.
Ascoltate dal minuto 4:16:

Cosa rimprovereste oggi alla vostra Patria e all'Italia?
Qual è il modello sociale ideale secondo voi?
Pensate che l'Italia sia un Paese corrotto?

per saperne di più sul tasso di corruzione in Italia leggi QUI

lunedì 25 marzo 2013

La lingua italiana da oggi a Dante

Un percorso a ritroso nella lingua italiana:

Prima di analizzare l'italiano di Dante e il suo parere sul volgare del XIV secolo, vediamo com'è divisa dialettalmente l'Italia di oggi:


1) In questo video un famoso comico italiano imita, molto ironicamente, i dialetti italiani.
Enrico Brignano - Zelig - I DIALETTI.

- Volete sapere come si dice una parola italiana in un dialetto? Cliccate qui e buona ricerca!

2) Osservate come Dante divideva l'italia in base alle varietà di volgare parlate:


Pensate che ci siano delle analogie con la situazione attuale?


Già nei primi anni del 1300 nel suo De Vulgari Eloquentia Dante Alighieri, considerato il padre della lingua italiana, affrontò il tema della lingua volgare andando alla ricerca della parlata più adatta da essere usata al posto del latino.

Leggete il brano sulla vostra dispensa e se volete leggere altri passi tratti da De vulgari eloquentia (naturalmente tradotti in italiano) cliccate qui.

3) Evoluzione della lingua italiana.

a) Leggiamo uno dei più noti sonetti danteschi tratti dalla "Vita Nova": "Tanto gentile e onesta pare..."
A leggere questo sonetto non sembrerebbero passati così tanti secoli, la lingua di Dante risulta abbastanza vicina a quella odierna!
Riuscite a capire il significato di tutte le parole?



b)Paragoniamo questo sonetto ad alcuni versi dei "Canterbury Tales", di Geoffrey Chaucer, l'opera di riferimento dell'inglese medievale (middle english).
Quale lingua è cambiata di più? Perchè secondo voi?

c) Ma in realtà alcuni vocaboli usati da Dante nel sonetto che abbiamo letto appaiono con un'accezione diversa da quella moderna.
GIOCHIAMO CON IL VOCABOLARIO!
Provate voi, con l'aiuto dei dizionari d'uso ed etimologici (qui, qui, qui) a scoprire il significato attribuito da Dante alle parole "gentile" "onesta" "pare" "donna". Avete cinque minuti. Buon lavoro!

mercoledì 20 marzo 2013

Il quartiere di Sanfrediano, dagli occhi di Vasco Pratolini ai nostri

"Le ragazze di Sanfrediano" e Sanfrediano oggi.

1. La presentazione di Brooke e Heather:

2. Sanfrediano oggi
di Brooke



Link: http://www.firenzeparcheggi.it/

Cosa pensate del parcheggio in San Frediano?
Ci sono due punti di vista: c'è chi pensa che il parcheggio rovini una piazza storica, e c'è chi pensa che il parcheggio aiuti la mobilità di Firenze. Infatti, lo slogan del gruppo a favore del parcheggio è “stiamo cambiando la mobilità di Firenze- contiamo anche su di te.” Come si può vedere nel quartiere, ci sono molti poster sui muri contro il parcheggio. Durante la ricerca, la maggior parte delle persone con cui ho parlato erano in favore del parcheggio nuovo e la commercializzazione di Firenze in generale. Secondo loro, Firenze è stata sempre una città turistica e i turisti aiutano l'economia. Avendo letto su Le Ragazze di San Frediano, avrei pensato che le persone anziane fossero contro la commercializzazione. Invece, ognuno mi ha detto che erano contro i poster! Le persone che hanno attaccato i poster sono viste come i veri criminali per aver distrutto le mura storiche. 


Ecco un altro gruppo contro il parcheggio e l'inquinamento di Firenze in generale: http://www.sosfirenze.it/
Un articolo sul parcheggio:
 
Nel tempo di Pratolini, San Frediano era uno dei quartieri più poveri. Cosa pensano i residenti di oggi della commercializzazione?
Per molti di loro, il parcheggio ha senso: risolve un problema di sicurezza sulle strade. Con questo parcheggio, secondo l'articolo, si tratta di creare più spazio sui marciapiedi. Io, comunque, non ho visto un miglioramento.

Ovviamente, il quartiere era molto diverso da oggi nel periodo di Pratolini. Non si vedono più le ragazze con  i calderoni di carne sulle strade (ma si sentono ancora gli odori brutti).
C'è ancora un sentimento popolare nel quartiere, o è diventato come il resto di Firenze? 
San Frediano non è ancora come il centro- ci sono meno turisti e negozi grandi. I residenti con cui ho parlato mi hanno detto che quando l'economia è peggiorata, i negozi di proprietà familiare sono stati danneggiati di più.

Ti interessa guardare il telefilm su Le Ragazze di San Frediano per imparare più sul quartiere in quel periodo (o forse il rubacuori Bob)? Eccolo! 




-Brooke 

Gli Stranieri a Firenze - razzismo o no?

Dalla tragedia dell'olocausto descritta da Primo Levi in Se questo è un uomo 
alla discriminazione ai giorni d'oggi. 
una ricerca di Sam e Janelle

Il link alla presentazione
E il video all'intervista a Marco Simonelli (QUI)

Ricerca di Janelle:





Il razzismo e la discriminazione a Firenze sono argomenti controversi. Mentre i fiorentini credono che alcune delle loro azioni e alcuni dei loro commenti non siano razzisti, dopo gli omicidi in Piazza Dalmazia e al mercato centrale di San Lorenzo ѐ chiaro che c’ѐ un problema grave con gli immigrati nella città e gli atteggiamenti dei cittadini. Per fortuna, sembra che la maggior parte delle reazioni fossero contro il razzismo e la paura che sono stati provocati dagli omicidi. Quando abbiamo parlato con Marco Simonelli della discriminazione a Firenze, ci ha detto che non aveva avuto molti problemi discriminatori, però c’ѐ bisogno di insegnare tolleranza e educazione contro il razzismo. Secondo me, ѐ così perché l’integrazione degli immigrati in Italia ѐ ancora nuova. Ci vorrà del tempo per i cittadini per accettare completamente una società nuova e diversa. Sembra che i giovani oggi siano tolleranti e che la consapevolezza del razzismo si stia diffondendo. Penso che sia strano che in una città piena di stranieri ci sia un senso di razzismo. Si penserebbe che un flusso constante della gente straniera creerebbe un ambiente aperto e ben informato.

Il video della manifestazione:


Un articolo QUI


Ricerca di Sam:



L'Italia non è un paese con una lunga storia d'immigrazione o razzismo come gli Stati Uniti, ma il razzismo esiste qua ancora. Ho parlato con una donna americana che si è sposata con un romano più di dieci anni fa, e una donna australiana che ha un fidanzato fiorentino; le donne parlano italiano e lavorano con l'Archivio di Stato. Secondo loro, c'è il razzismo, però gli italiani non pensano di essere razzisti. Gli italiani dicono le cose "vere", le cose "giuste", e dunque per loro non sono razzisti. Le donne credono che quando un italiano sa qualcosa di poche persone di una etnia, è vero per tutte le persone di quella etnia. Per esempio, i fiorentini pensano che gli albanesi siano pericolosi perché alcuni albanesi lo sono. 
Anche nel lavoro c'è razzismo; la parola "filippina" significa una domestica benchè tutte le filippine a Firenze non siano domestiche. Un'altra cosa che le donne hanno visto è che le donne/ragazze italiane non escono con gli uomini stranieri e quando un uomo italiano sta con una donna straniera, le donne italiane pensano che la straniera abbia rubato il loro uomo. Si pensa che siccome Firenze sia una città turistica, i cittadini non siano razzisti. Forse questo razzismo è dietro le porte chiuse e quindi, non è di dominio pubblico. 

Un articolo sui residenti stranieri a Firenze QUI
Statistiche sugli stranieri a Firenze QUI


Sotto, c'è un po' di opportunità per gli stranieri che cercano un lavoro:


-Sam

domenica 17 marzo 2013

La mafia dagli occhi di Leonardo Sciascia ai nostri.

« Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore solo una volta. »
(Paolo Borsellino)

Leonardo Sciascia è stato romanziere, saggista, commediografo, ma ha svolto anche un' intensa attività politica e di sensibilizzazione civile sui temi e le vicende legate alla mafia.

Ma cos'è la mafia per Leonardo Sciascia?Scopriamolo attraverso commenti, interviste e brani tratti da due dei suoi romanzi principali Il giorno della civetta e A ciascuno il suo.
.
- Se pensi alla mafia cosa ti viene in mente?
- Conosci la differenza tra
mafia, 'ndrangheta, camorra e sacra corona unita


GIOCO: caccia all'informazione. Vediamo quale gruppo è più veloce a trovare la risposta alle seguenti domande! 
- Qual è l'etimologia di queste parole e quando sono nate queste organizzazioni criminali?
- Cosa significa il termine picciotto in gergo mafioso?
- Chi è stato il primo pentito di mafia?
- Chi erano e cosa è successo a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?
- Chi ha scritto il libro Gomorra e cosa ha voluto denunciare?
- Qual è l'organizzazione criminale italiana più potente all'estero?
- Cosa è successo a Firenze lo scorso sabato 16 marzo?

Oltre gli stereotipi:
Se cercate una visione della mafia meno stereotipica rispetto a quella presentata in versione holliwoodiana da "Il padrino" o "I soprano":
a) Qui trovate informazioni e le opinioni dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia.
b) E una lista di film sul tema (QUI)...

c) Di seguito potete riveder il video su cui abbiamo lavorato in classe tratto dalla serie TV ispirata alla storia del capo di Cosa Nostra Totò Reina.
Le rivelazioni della struttura di Cosa Nostra del mafioso Tommaso Buscetta al giudice Giovanni Falcone permetteranno di arrivare al "Maxi Processo" conclusosi il 16 dicembre del 1987 con sentenza ddi diciannove ergastoli a tutti i componenti della cupola e 2665 anni di carcere ad altri 339 imputati.


d) Roberto Saviano, minacciato dalla camorra per le denunce presenti nel suo Gomorra, spiega la sua vita dopo la pubblicazione del libro:

martedì 12 marzo 2013

Gli italiani e il consumismo. Dagli anni '60 a oggi.

Cos'è il consumismo secondo voi? Provate a dare una definizione.

1.Negli anni del boom economico.
Ecco cosa ne pensava Pasolini nel 1975:

Credete che le sue idee siano state profetiche?

Italo Calvino con il suo Marcovaldo analizza la società moderna



Di seguito potete vedere il film corrispondente alla novella letta in classe, Marcolvado al supermarket.


E qui potete ascoltare la lettura de Il bosco sull'autostrada, novella da analizzare per casa.


2.Il consumismo in tempo di crisi.
In tempo di crisi pensate che gli italiani siano diventati meno consumisti o che, in qualche modo, abbiano modificato le loro abitudini di consumo?
Ascoltate il seguente servizio tratto dal TG5

3. Per saperne di più:
gli articoli su cui abbiamo discusso in classe ed altri di approfondimento (QUI, QUI, QUI) e un altro video (QUI)

martedì 5 marzo 2013

L'incontro con il poeta Marco Simonelli

Ragazze, dopo aver tanto chiacchierato della poesia del secolo scorso, il carissimo Marco ci ha insegnato cosa significa essere poeta oggi.

Le foto dell'intervista:



E il video di Marco che recita una delle sue poesie: 
    

Ora tocca a voi!
Postate qui i vostri componimenti risultati del piccolo workshop: "La mia mano è... 

Sam
liscia, delicata, bella, perfetta con le sue imperfezioni, forte e birichina.

(una settimana dopo aver fatto il tatuaggio a Roma)



L'italia del dopoguerra: resistenza e neorealismo

1) Il seguente video raccoglie immagini e commenti sull'Italia alla fine della seconda guerra mondiale con riferimenti al cinema neorealista.
Guardatelo e prendete nota delle caratteristiche dell'Italia in quel periodo.

2) Ecco una lista dei maggiori registi del neorealismo e dei loro film:
Luchino Visconti: Ossessione (1943), La terra trema (1948), Bellissima (1951);
Vittorio De Sica: Sciuscià (1946), Ladri di biciclette (1948), Miracolo a Milano (1951), Umberto D. (1952);
Giuseppe De Santis: Caccia tragica (1946), Riso Amaro (1949);
Roberto Rossellini: Roma, città aperta (1945), Paisà (1946), Germania anno zero (1948), Stromboli terra di Dio (1949);
Pietro Germi: Gioventù perduta (1947), In nome della legge (1948), Il cammino della speranza (1950).


Lavorate in coppia. Scegliete un film e scrivete un post sul blog in cui dovete inserire uno spezzone tratto dal film, le informazioni trovate su internet e un commento personale.
Infine presentate oralmente alla classe i risultati delle vostre ricerche.
Avete 15 minuti. Buon lavoro!


3) e a proposito di Resistenza...
Ascoltiamo una famosissima canzone popolare cantata dai simpatizzanti del movimento partigiano italiano (Resistenza) che combattevano contro le forze fasciste e naziste durante la Seconda Guerra Mondiale.
"Bella ciao", nella sua storia recente (dal 1968 in poi), è stata spesso considerata un inno ufficiale dei movimenti comunisti e anarchici. Per questo ancora oggi ispira molti autori italiani e stranieri . (vd. wikipedia)
Ascoltiamo la versione dei Modena City Ramblers!


Qual è il tema centrale della canzone?

lunedì 4 marzo 2013

Il correlativo oggettivo e la metafora

Oggi in classe abbiamo lavorato sulla tecnica del correlativo oggettivo usata da Eugenio Montale.
Questa tecnica può essere paragonata a una metafora che si oggettivizza cioè che considera oggetti reali e mai astratti.
Conoscete il film Il postino?
Cliccate qui per leggere la trama ed avere maggiori informazioni.
Per capire meglio il concetto di metafora guardate questo spezzone tratto dal film in cui il postino, Massimo Troisi, chiede spiegazioni al poeta Pablo Neruda:

1. Rispondete alle domande: Cos'è la metafora per il poeta? Perchè sceglie di usarle?
2. Lavoriamo sulla pronuncia. Esercitatevi a recitare il dialogo (QUI) e poi provate a doppiare il film!
3. E ora tocca a voi! Commentate per iscritto quello che all'inizio della lezione avete espresso con i disegni. Ricordate di usare le tecniche stilistiche di Montale e soprattutto tante tante metafore!!!

martedì 26 febbraio 2013

La guerra, Ungaretti e la poesia.

Oggi in classe abbiamo parlato della situazione in Italia durante la prima guerra mondiale e del rapporto guerra-poesia nel poeta Ungaretti.

1) In questo video potete capire meglio il rapporto tra Giuseppe Ungaretti le sue liriche e la guerra ed ascoltare, dalla voce stessa del poeta, un'analisi del suo linguaggio poetico.
Ascoltatelo e rispondete alle domande:


- Quali elementi sono sempre legati nella poesia di Ungaretti?
- Che tipo di rapporto ha avuto con la guerra?
- Durante la guerra dove scrive le sue poesie?
- Come rivoluziona il modo di fare poesia?
- Di fronte alla guerra quale esigenza ha sentito a livello poetico?
- Perché e in che modo ha reso essenziale il linguaggio?
- Cosa ha fatto dopo la prima guerra mondiale?


2) Ma il tema della guerra, naturalmente, non era trattato solo in letteratura. Tra le tante canzoni contro la guerra una delle più famose è la napoletana 'O surdato nnammurato del 1915.



La canzone parla di un soldato, lontano dalla sua amata perchè si trova al fronte a combattere durante la prima guerra mondiale. Interpretata da molti grandi artisti, napoletani e non-napoletani, la canzone 'O surdato nnammurato rimane indimenticabile nell'interpretazione dell'attrice Anna Magnani in un film per la televisione degli anni Settanta:





sabato 23 febbraio 2013

La storia di un inetto.


Sulla linea del romanzo di Italo Svevo, "La coscienza di Zeno", ecco i nostri racconti.



"Fidanzata o lavoro?"
di Sam:

Tiziano era un fotografo di un piccolo giornale nel suo paese in Umbria. Aveva una fidanzata, Giulia, che aveva sempre bisogno di qualcosa. Quella mattina Tiziano era al bar prima del lavoro. Finito il caffè, ha ricevuto un messaggio da Giulia che chiedeva di chiamarla. Tiziano l'ha chiamata subito e lei gli ha detto che il suo gatto era salito sull'albero. Pero', Tiziano doveva andare al lavoro perché era stato in ritardo già per quattro giorni quella settimana e se fosse arrivato al lavoro ancora in ritardo sarebbe stato licenziato. L'ha detto a Giulia e ha aggiunto che gli dispiaceva. Comunque, Giulia era una fidanzata difficilissima e ha risposto che se Tiziano non fosse andato a salvare il suo gatto, Giorgio, l'avrebbe lasciato. A quel punto, Tiziano e uscito dal bar e ha calpestato una cacca fuori sul marciapiede. "Perfetto!" ha pensato. Dopo essere arrivato al lavoro il capo gli ha detto che aveva sbagliato tutte le foto del giorno prima perché in ogni foto si vedeva il suo dito. Mentre il capo stava parlando, Giulia ha chiamato al telefono di Tiziano tre volte fino a che il capo si e' arrabbiato con lui perché non stava attento. Il capo ha detto che se Tiziano non avesse fatto le foto giuste quel pomeriggio lo avrebbe licenziato. Allora, Tiziano ha preso una decisione: lasciare Giulia oppure il lavoro? E' uscito dall'ufficio e ha messo in moto la macchina senza sapere dove andare...



"Povero Rico"
di Heather

Rico, all’età di venticinque, era un uomo molto bello con un buon lavoro con cui guadagnava abbastanza soldi per affittare una camera in un appartamento condiviso. Una notte, i suoi coinquilini volevano andare in discoteca, e lui accettò di andare con loro. Aveva la peggiore sfortuna con le donne: solo ebbe un rapporto nella sua vita, e non finì molto bene. Era più nervoso del normale e non sapeva che cosa avrebbe dovuto indossare, così passò un’ora mentre sceglieva l’abbigliamento. Finalmente, tutti uscirono, e arrivarono alla discoteca più popolare nella città. C’erano molte belle donne, e subito i suoi amici lo lasciarono per ballare con altre donne. Solo, Rico si sentiva imbarazzato e timido, e incominciò a bere molto alcool. Durante la notte, c’erano solo due donne che parlarono con lui bevendo al bar, e alla fine della notte, e quando la discoteca cominciò a chiudere, decise di chiedere a una delle donne il suo numero. Indeciso, pensò di aver visto una delle donne entrare in un taxi; così corse al taxi, girando, e entrò. Ma c’era solo una donna brutta, con alcuni denti persi, che, girando con felicità, cominciò a baciarlo. Prima di riuscire a partire, il taxi uscì all’indirizzo della donna. “Che schifo!”, pensava Rico tristemente.


"La Dolce Vita?"
di Janelle

Giovanni lavorava in una gelateria. Lui era single e aveva solo un amico che si chiamava Dante. Dante non lavorava con Giovanni ma era sempre in gelateria perché Giovanni gli dava gelato gratis. Comunque, Giovanni aveva un grande problema con il suo lavoro. Lui era paranoico che i bambini che compravano gelato da lui stavano programmando di ucciderlo. Giovanni amava il gelato e gli piaceva lavorare alla gelateria, però la sua paura era travolgente. Di solito lui provava a nascondere questo fatto. Si comportava normalmente ma, quando un bambino andava alla gelateria lui era ansioso. Spesso lasciava cadere il gelato e cominciava a sudare. Quando un bambino voleva prendere il gelato, Giovanni lo metteva troppo lontano dal bambino sul cantatore perché non voleva che il bambino fosse troppo vicino a lui. Un giorno, il capo si è accorto che Giovanni si comportava stranamente quando un bambino entrava in gelateria. Giovanni ha lasciato cadere il gelato e non poteva respirare. Dopo, lui ha provato a dare un secondo gelato al bambino, ma l’ha lasciato cadere di nuovo. Il bambino ha cominciato piangere. Il capo ha urlato a Giovanni e ha dato un gelato gratis al bambino. Il capo ha chiesto a Giovanni se c’era un problema. Giovanni ha spiegato che i bambini stavano provando a ucciderlo. Il capo lo guardava come lui fosse pazzo. Dopo, il capo l’ha licenziato. Giovanni era affranto, ma per fortuna Dante era lì. Dante ha parlato con il capo e gli ha detto che stava cercando un lavoro e gli ha chiesto se poteva avere il vecchio lavoro di Giovanni. Il capo ha accettato e adesso Dante lavora alla gelateria e Giovanni riceve gelato gratis.

Brooke
Joey guardava allo schermo e sospirò. Ha cliccato su una foto che aveva fatto due anni prima- era bella, ma non abbastanza bella. C’erano altre fotografie migliori, e Joey non sapeva se sarebbe migliorato mai. Anche se i suoi amici gli dicevano che lui doveva seguire il suo sogno di essere fotografo, non credeva a se stesso. Forse se fosse riuscito a fare le foto come il suo amico, sarebbe andato all’ academia fotografica a Santa Barbara, ma sebbene lo avessero accettato, lui non pensava di avere talento. Per quello non voleva che sua madre pagasse molto per mandarlo all’academia. Joey pensava di vivere una vita troppo facile: abitava in una bella casa, ancora con i suoi genitori. Magari fosse stato qualcuno più meritevole, che potesse fare qualcosa con la sua vita. Voleva fare qualcosa e si sentiva sempre colpevole, ma ancora, Joey si sentiva come se non potesse fare niente, come se fosse fatto di pietra. Non riusciva a muoversi.

mercoledì 20 febbraio 2013

La doppia identità di Italo Svevo.


Nel suo profilo autobiografico Italo Svevo spiega le reali motivazioni di uno pseudonimo che è specchio della sua cultura e che sembra voler affratellare la razza italiana e quella germanica.
1) Ascoltate la prima parte del video sulla "condizione triestina" dopo l'Unità d'Italia.




2) Completate il testo della seconda parte del video con le parole più appropriate.




3) e ora controllate le vostre scelte finendo di guardare il video.


domenica 17 febbraio 2013

Gabriele D'Annunzio: scrittore, eroe di guerra, uomo politico, simbolo del decadentismo italiano.

Entriamo nel mondo della letteratura italiana del '900 attraverso il VATE Gabriele D'Annunzio.


1) Prima di passare alla lettura del suo Piacere scopriamo com'era l'Italia in quegli anni...
Ascoltiamo uno spezzone tratto da un servizio di History Channel per sapere qualcosa in più sull'Italia e su Roma, la città in cui è ambientato il Piacere, nei primi anni del 1900.


Facciamo un gioco per migliorare la vostra abilità di comprensione orale!In coppia, ascoltate la prima parte del servizio (fino la minuto 1:20) al massimo 5 volte e scrivete il maggior numero di parole possibile.
Confrontate con la trascrizione completa (QUI)
Vince la coppia che avrà scritto più parole.

2) Leggere Il Piacere significa anche cogliere la musicalità delle parole accuratamente scelte dal VATE.
Ascoltiamo (dal minuto 2:48) e leggiamo il brano tratto dalle prime pagine del romanzo che trovate nella dispensa:



QUI e QUI trovate due siti a lui dedicati.